I migliori elaborati e gli articoli degli studenti del Liceo Savarino

Questa sezione contiene diversi lavori, siano essi di carattere letterario, scientifico, tecnologico, prodotti dagli studenti dell'Istituto. Gli elaborati vengono pubblicati in ordine cronologico dal più recente al più lontano.

Approfondimenti della classe 3C

Approfondimenti di cultura Inglese a cura della prof.ssa Cettina Noto

Approfondimenti classe IVD 2014-15

Attività di approfondimento svolte dalla classe IVD durante la pausa didattica.

Personaggi del nostro tempo

Don Pino Puglisi
Biagio Conte
Peppino Impastato

Temi sociali

Bullismo: relazione - presentazione ppt
Ludopatia: relazione - presentazione ppt
Dinamiche del branco: relazione

"Cento Passi Ancora" La recensione di Caterina Brigati

miniaturacentopassiSabato 17 Gennaio si è tenuta, presso l'auditorium del Liceo Santi Savarino, una conferenza in occasione della presentazione del libro "Cento passi ancora" di Salvo Vitale.
La sala ha ospitato adulti e molti studenti, nonostante, come precisato dalla professoressa Dina Provenzano, fosse un Sabato pomeriggio.
In un discorso introduttivo il Dirigente scolastico del Liceo, Chiara Gibilaro, ha presentato l'evento e, dopo aver ringraziato l'autore, ha passato la parola agli altri ospiti. La professoressa Caterina Brigati ha presentato il libro analizzandone alcuni passaggi, interpretati da un' altra docente dell'istituto: la professoressa Silvana Appresti;

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Danilo Dolci: un universo ancora da scopire

Lavori di ricerca della classe IVD
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La nemica (di Claudio D'Aiuto IVD)

Le foglie cadevano lente nel viale di casa Albertini. Anna era quasi davanti il cancello quando suonò il telefono dentro casa. Luigi rispose con fare indaffarato: «Che c’è? Se non è niente di…». Dall’atra parte senti una voce conoscente, una chiamata che aspettava da una settimana. Riattaccò la cornetta e si oscurò in viso. Il suo S5 vibrò e la notifica di whatsapp comparve nello sfondo. Era Anna: «Sono qui sotto, ho dimenticato le chiavi. Apri!». Anna sentì il click del cancello e del portone e subito si infilò dentro casa. Si tolse gli stivaletti ricoperti di fango e acqua e a piedi scalzi cominciò a salire le scale. Dalla porta del garage intravide la sua Clio, a casa da due giorni a causa dello sciopero dei benzinai che la fecero restare in panne nel bel mezzo della statale che da Palermo porta all’aeroporto Falcone-Borsellino. Salendo le scale si accorse che le piante erano un po’ appassite. Forse perché nell’ultimo mese era stata a casa solo per dormire. Pensava che Luigi fosse un buono a nulla. Tutta la settimana stava seduto alla scrivania a disegnare progetti che poi alla fine non venivano mai approvati e nonostante la giornata la passasse a casa non muoveva mai un dito. Suonò il campanello ma nessuno le andò ad aprire. Lo suonò di nuovo e sentì il rumore della sedia strisciare nel parquet. Le montò una rabbia cieca. Luigi le aprì la porta, la guardò negli occhi e lei come una furia entrò senza nemmeno guardarlo in faccia. L’uomo si sdraiò sul divano tenendo lo sguardo fisso al tetto mentre Anna si affrettava a preparare la cena. «Va bene una frittata?». Luigi non le rispose. Si alzò dal divano e cominciò a camminare avanti e indietro davanti il televisore dove in una fiction la scientifica esaminava il corpo di una donna uccisa dal marito. Strane idee cominciarono a passare per la sua testa: una nuova vita, lontano da tutti, più tempo per il suo lavoro, più libertà, e poi, la cosa più eccitante*, liberarsi da quella sua moglie che lo usava per i soldi, si comprava i vestiti lo sfruttava e poi ogni pomeriggio se ne andava a divertirsi con gli amici. Continuò ad andare avanti e indietro almeno sei volte, ma ad un tratto non si girò, continuò a camminare verso sua moglie che stava già tagliando le patate per metterle a soffriggere. «Allora?? Non ho sentito la risposta!». Luigi si fermò con le mani che fremevano sul tavolo e Anna, girandosi, notò come Luigi era strano. «Tutto bene?». Luigi la guardò per un secondo e la sua mano la colpi talmente forte sul viso da farla cadere a terra. Anna dolorante si passò una mano sul naso dal quale le usciva sangue: «Che cavolo ti prende?» con tono spaventato e Luigi con uno sguardo diabolico cominciò a prenderla a calci. Ogni calcio per lui era un torto che si sentiva di aver subito e senza nemmeno accorgersene l’anima di Anna se ne andò via insieme a loro.
Luigi si guardò intorno confuso.
Spaesato vide una sola via d’uscita. La aprì e credette di poter volare.

Cara Malala

Cara Malala,

Sono Francesca, una ragazza italiana e ho la tua stessa età. Poco tempo fa ho comprato il tuo libro, ho visto la copertina su cui è stampato il tuo volto e in quel volto ho visto due occhioni castani profondi come il mare che trasmettevano tutta la forza e tutto il coraggio di cui una sedicenne come me ha bisogno.

Ammiro molto il tuo coraggio e la tua buona volontà. Viviamo in due mondi completamente diversi, siamo latte e caffè, due sostanze diverse ma con una cosa in comune: il sapore buono.                                                 
Noi due abbiamo un buon sapore, perché siamo due ragazzine con una gran voglia di vivere e una gran voglia, non dico di studiare perché non è il mio forte, ma di conoscere!

Di questi tempi si assiste ad un fenomeno quasi spaventoso tra i giovani: manca la buona volontà, mancano stimoli, mancano sogni e speranze, noi ragazzi occidentali abbiamo perso ogni speranza, andiamo incontro a un baratro nero e scuro, viviamo alla giornata, ci chiamano gioventù bruciata, quando sono loro, i governatori del nostro paese, i primi a bruciare i nostri sogni.  

Ecco la differenza tra noi e voi ragazzi orientali: voi avete tanta voglia di conoscere, di liberare la vostra mente oppressa da un governo che schiaccia con violenza i vostri pensieri e le vostre idee e le frantuma, avete tanti sogni e speranze, guardate al futuro ponendovi degli obiettivi e non smettete mai di far volare gli aquiloni, perché un aquilone che vola è simbolo di spensieratezza e libertà.

Ecco perché quando ho visto i tuoi occhioni in copertina, mi sono quasi commossa, perché ho visto due occhi che luccicano, pieni di sogni e speranze, come due stelle accese nel cielo buio; mentre i miei occhi, cara Malala, sono ormai spenti, non ho sogni né speranze, ho smesso di crederci, ho smesso di credere persino in me, la voglia di lottare non mi manca ma mi sento come se avessi delle catene alle braccia, alle gambe e un sacco sulla testa. Mi sento confusa.

Ecco Malala la vera differenza tra me e te è che io sono “possibilmente” benestante, così come tutti i miei coetanei, ma sono povera dentro. Tu sei “povera” materialmente. Ma dentro sappi che sei la persona più ricca del mondo. E la tua ricchezza l’hai trasmessa anche a me, perché da quando ho letto il tuo libro, ho capito che devo dare sapore a questa terra come tu hai fatto con la tua terra.

Noi siamo latte e caffè e daremo sapore al mondo, dimostreremo che non per forza bisogna essere potenti per avere un cervello con cui pensare, perché anche nella povertà si può avere un cervello e sconfiggere l’ignoranza che domina questo mondo.

La vita è bella

Forse non tutti sanno che io sono la ragazza più ricca del mondo. Nessuno potrebbe mai immaginare che tutti i miliardari che ci sono nel mondo mi fanno un baffo, e che io sono ricca senza aver fatto un minimo sforzo.
La mia ricchezza non sono soldi, è qualcosa di più. E’ un dono prezioso a cui sono molto legata, e poiché sono anche narcisista ho una cura eccessiva di questa mia ricchezza tanto che parlo solo con lei. Delle persone non mi fido molto, con lei invece mi confido, mi ascolta, ci amiamo.. la mia ricchezza è tutta la mia Vita.
Ciao Vita.. Come va? Trascorri bene i tuoi anni? Sembra strano da chiedere dato che i tuoi anni sono anche i miei anni. Il nostro è un percorso al rovescio: più io cresco, più ti accorci. Oh, ti prego Vita non lasciarmi mai! Ti assicuro che io non ti lascerò mai! Si, lo so, sei preoccupata perché vedi tantissime persone che lasciano le loro vite buttandosi da una finestra, stringendosi un nodo al collo.. Ma come potrei mai lasciarti io? Sono la ragazza più ricca del mondo, non potrei chiedere di meglio. Sarebbe come strappare l’ultimo centesimo ad un mendicante, oppure una caramella ad un bambino. Io non riuscirei mai a negarti perché ho imparato a coglierti come unica e sola opportunità, ho imparato ad ammirare la tua bellezza, ad aver cura di te, a difenderti, ad assaporarti, ho imparato a viverti. Non è mica facile.. Ci sono istanti in cui mi smarrisco, in cui non fai altro che sfidarmi, rendermi triste, nervosa, in cui sei una continua lotta, quasi una condanna. Vorrei evitarti in questi istanti, gettarti, ma ho capito che non sei una batteria “usa e getta”, ho capito che se mi sfidi devo affrontarti e rischiare, accettarti e lottare, superarti e soprattutto meritarti.
Tu sei tutto, sei “più” di tutto. Non ho che te!
Sai cosa c’è di bello? Che tutte le volte che vorrei gettarti, è incredibile come un sorriso può salvarmi la vita. Felicità è vita, forza. Ed io ho ancora quella forza che mi serve per dire << Si comincia!>>. Ogni volta che incontro un sorriso per me è come ricominciare. Ricominciamo sempre da zero io e te!
E anche se con l’età avanziamo, noi due insieme saremo infinito! Questo sì che è amore! Adesso vado, devo continuare a viverti al meglio!
Un bacio, Francesca.
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